Personale · 2026
Cesare: addestrare un lupo cecoslovacco è una nuova passione di famiglia.
Si chiama Cesare, ha lo sguardo di chi ha già capito tutto di te, e ha cambiato il ritmo delle nostre giornate. Da qualche mese, un lupo cecoslovacco è entrato in casa nostra — e con lui un modo completamente diverso di stare insieme, all'aperto, in silenzio.

Il lupo cecoslovacco è una razza giovane — nasce negli anni '50 dall'incrocio tra il pastore tedesco e il lupo dei Carpazi — e porta con sé un carattere che non si addomestica con la fretta. Cesare non è un cane che obbedisce per compiacere: è un compagno che collabora, ma solo quando ha capito chi sei, cosa vuoi e perché. È stata la prima lezione, e la più dura.
Addestrarlo, mi sto accorgendo, somiglia poco al cliché del «comando e premio». Funziona molto di più la coerenza: arrivare sempre alla stessa ora, dire le stesse cose con la stessa voce, mantenere le promesse — anche quelle piccole, «adesso giriamo a destra», «adesso ci fermiamo». Cesare legge tutto. Se fingo di essere calmo quando non lo sono, se ne accorge prima di me. Se sono distratto, lui si distrae. Se lo guardo davvero, lui mi guarda davvero.
«Non stai addestrando il cane. Stai addestrando te stesso a essere qualcuno di cui un lupo si possa fidare.»
Le passeggiate all'alba sono diventate il momento più importante della giornata. Lui ha bisogno di muoversi tanto, di esplorare, di annusare la golena del fiume metro per metro. Io ho scoperto che quei novanta minuti senza telefono, senza riunioni, senza schermi, sono diventati uno dei pochi spazi in cui penso davvero. Il sole che sale sull'acqua, l'ombra lunga di un uomo e di un cane che si stanno ancora studiando: alcune mattine sembra il fermo immagine di una vita più lenta che si fa strada dentro quella veloce.
È anche un progetto di famiglia, non solo mio. I bambini stanno imparando a leggere il suo linguaggio del corpo — le orecchie, la coda, la postura — e a rispettare i suoi tempi. Cesare, dal canto suo, ha scelto un suo posto in ogni stanza, un suo angolo di giardino, un suo turno di sguardo per ognuno di noi. È sorprendente come un animale di questa potenza sappia essere, dentro casa, di una delicatezza assoluta.
C'è un filo, in fondo, tra questa nuova passione e il modo in cui provo a costruire Neuram: sistemi che non «obbediscono» a comandi, ma che collaborano con le persone una volta che si è costruita la fiducia. Anche con la tecnologia, come con un lupo, vince la coerenza, la pazienza, la verità. Cesare, senza saperlo, mi sta insegnando un metodo. E ogni alba sul fiume è una piccola riunione di lavoro che non sostituirei con nessuna altra.